Un freddo focolare di un caldo caminetto

chunfy on Aprile 23rd, 2008

Immagino sia uno di quei periodi di transizione, da cui esci rinforzato e più forte nei confronti della vita. Nietzsche ha detto "ciò che non mi uccide mi rende più forte".

Mi sono tagliato i capelli lunghi, non solo perchè mi avevano stufato, ma principalmente per venire incontro alle convenzioni della società. È inutile mentire a se stessi, un capellone ha meno possibilità di trovare un qualsiasi lavoro, a meno che non ci sia qualcuno che lo può spingere, oppure che ne so, che faccia l’attore. È frustrante, fare una cosa convinti di poter così realizzare qualcosa e scoprire che non è servito a nulla.

Ho un incubo ricorrente e in queste ultime notti si presenta più spesso. Mi si blocca la mascella, mi si incastrano le ossa sotto le orecchie, lasciandomi la bocca spalancata in modo anormale e l’unico modo per tornare alla normalità è sforzare a più non posso i muscoli, tenendomi la mascella con le mani perchè temo che mi si sloghi durante lo sforzo. Mentre compio l’operazione, sento gli scricchiolii delle ossa, come se da un momento all’altro mi si possa smontare la mandibola e cadere a terra.
Ma forse la cosa più terribile è che ogni volta che riesco a sistemarmi la mascella, una forza sconosciuta lentamente mi riapre la bocca e mi ritrovo di nuovo con la bocca orrendamente spalancata. Insomma un loop. Insomma come Prometeo, incatenato ad una roccia e l’aquila, che ogni giorno viene a squarciargli il petto e a dilaniargli il fegato.

E siccome i guai non arrivano mai da soli, ci si mette anche l’assicurazione a volersi fregare €1.600,00 per qualcosa che non è mai accaduto.

L’unica cosa positiva di questi giorni, precisamente del 21 Aprile 2008, è la nascita di Dafne, la figlia di uno dei miei più vecchi e cari amici, Valerio. Ma anche qui c’è un però. Il pomeriggio che sono andato in ospedale a trovare Valerio, Elisabetta e la loro Dafne, ero si contento per loro. Ma non avevo il grado di emozione che mi aspettavo di sentire. Ero un freddo focolare di un caldo caminetto.

Poi non so, alcuni degli amici presenti mi domandavano scherzando "E tu quando lo fai un chunfetto?" ed io rispondevo "I figli mi piacciono, finchè sono degli altri". In effetti, penso sarei un pessimo padre, addirittura temo che mi stuferei di mio figlio, come mi stufo di molte cose. Ma forse no, dopotutto non mi sono stufato di Antares..uhmmm dite che un cane e un figlio non sono paragonabili?

Qualche volta ho paura di essere un ritardato e non potermene rendere conto. E vorrei qualcuno a cui poterlo dire piangendo senza provare vergogna.

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Non sono un membro dell’Accademia della Crusca, ma quando leggo cose del genere, mi sento un pari di Dante Alighieri..
 

Che si arriva a fare per la patata eh?
 

Quando sei accorto..sei accorto, c’è poco da fare!
 

E uno dovrebbe lavorare in una scquadra in queste condizioni?
 

Questa si commenta da sola. Mi viene in mente una frase del [...]

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