l’importanza delle parole con i ricordi
stavo riflettendo sul senso e sull’importanza delle parole con i ricordi. esse aquistano un senso ed una certa importanza da noi. siamo noi a dare loro questo potere, magari anche senza volere. per esempio la parola “fragola” mi mette in ginocchio, perchè legata indissolubilmente a certi ricordi, che all’epoca mi mettevano allegria, mentre ora solo malinconia, trovo buffo come due parole dal significato così opposto facciano rima. che cazzata.
l’8 luglio ho un impegno piuttosto importante, che in qualche modo mi può cambiare la vita, eppure non mi sto preparando adeguatamente, e lo stesso sta facendo un’amica mia. al contrario c’è gente che ha cominciato a prepararsi settimane prima, se non addirittura mesi prima. cosa ci ha reso così diversi da loro? non può essere semplicemente pigrizia. e se fosse una qualche forma di malattia ancora sconosciuta?
oltre a pensare che tra poco partirò per Hong Kong e starò li per più di un mese, penso sempre più assiduamente ad arruolarmi nella Legione Straniera, e da qualche giorno penso che sia solo un mio modo indiretto di cercare la morte e camuffarne con l’Onore la causa. gettarmi sotto la metro è privo di stile, sarei solo “un disgraziato che si è ammazzato”.
sto notando che comunico “con stile” solo scrivendo, se parlo, dico solo cazzate, o se non le dico, mi manca il fiato. penso che se fossi nato in francia tra il 700 e l’800 non avrei potuto frequentare con profitto i tipici salotti parigini dei tipici intellettuali. forse solo fumando oppio e bevendo assenzio.
tornando al “desiderio di morte”, quanto mi piace la frase “live fast die young”, immagino la vita come una VHS, ti guardi il film, premi FASTFORWARD e la vedi scorrere velocemente, talmente veloce che alcune scene non le capisci, proprio come nella vita, certe cose se le fai troppo presto non le capisci veramente..e poi il rumore dello STOP, la vita è finita.
quanto mi piacerebbe essere pagato fior di quattrini per scrivere queste mie elucubrazioni. vorrei scrivere libri, ma trovo che siano anche uno spreco di parole, un continuo cercare di aumentare le pagine scrivendo anche cazzate. Shakespeare, quel tizio con la testa a melanzana e i baffi ha detto: “La brevita è l’anima della saggezza”. sto ponderando di esordire con questa frase l’8 luglio.
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chiaro..chia..chi..chiar..
Ecco, rinnovata leggermente la veste grafica. Un rosso, chiaro..chia..chi..chiar..Lo stesso rosso della mia agendina con al centro “Il Bacio” di Hayez, quest’anno sembra proprio votato al romanticismo! E mi sento alquanto checca a scrivere tutto ciò.
C’è da citare anche “Come mai” degli 883.
“Come mai, ma chi sarai, per fare questo a me [...]
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